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| Stato Vegetativo e Stato di Minima Coscienza | Lo stato vegetativo (SV) e lo stato di minima coscienza (SMC) sono stati clinici in cui il paziente mostra profonde alterazioni delle attività cognitive a seguito dell’emersione dallo stato di coma. |
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| Le dimensioni del fenomeno | Si stima che l’incidenza e la prevalenza di queste condizioni siano in continuo aumento nelle società industrializzate, in seguito ai progressi nelle tecniche di rianimazione che consentono di salvare un numero sempre maggiore di vite ma che creano anche la possibilità di un ristabilimento delle normali funzioni cardiache a fronte di gravi lesioni cerebrali. |
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| Il medesimo danno può produrre molti fenomeni: la difficoltà del monitoraggio tradizionale | Tra le cause principali di tale approssimazione c’è la difficoltà di valutare, quasi esclusivamente con l’assessment clinico tradizionale, un fenomeno complesso come la coscienza, rappresentabile da un continuum e difficilmente misurabile oggettivamente (Zeman, 2001). |
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| Le tecniche di valutazione e il problema della fallibilità | Per questo motivo occorrono diagnosi differenziali rapide e il più possibile accurate, per predisporre interventi di cura mirati ad ogni specifica condizione. Il problema rimane tuttavia l’alta percentuale di diagnosi differenziali errate in tale ambito (Laureys et al., 2004), causate sia dalle già citate difficoltà di individuare segni univoci di percezione conscia, sia dal problema di valutare indici comportamentali in pazienti in cui le funzioni percettivo-cognitivo-motorie possono essere molto limitate o inconsistenti. Poiché le tecniche di valutazione attualmente utilizzate in clinica sono fallibili, non si può infatti mai escludere con completa certezza la possibilità che qualche forma estremamente semplice di coscienza sia stata erroneamente sottostimata o addirittura non rilevata. Di qui la necessità di ampliare gli strumenti diagnostici a disposizione, aggiungendo, a quelli di prassi nella valutazione dei gravi disordini di coscienza, indici più oggettivi, sottraendo la diagnosi all’interpretazione, pur sempre soggettiva, dell’esperto clinico. |
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